Francia: Divieto di social media sotto i 15 anni
La spinta della Francia a vietare le piattaforme di social media per i minori di 15 anni solleva interrogativi sull'implementazione pratica e sulle implicazioni della privacy. Il piano, che dovrebbe entrare in vigore dal 1° settembre 2026, potrebbe innescare la prossima discussione europea sulla verifica dell'età.
Piano della Francia
La Francia intende vietare l'accesso alle piattaforme di social media per i minori di 15 anni a partire dal 1° settembre 2026. La bozza è pronta e dovrebbe essere discussa in parlamento all'inizio del 2026. L'obiettivo è che le piattaforme non forniscano più alcun servizio di "rete sociale online" ai minori di 15 anni. Ciò riguarda grandi reti come TikTok, Instagram e Snapchat. L'ARCOM, l'autorità francese di regolamentazione della comunicazione audiovisiva e digitale, sarà responsabile dell'attuazione.
Parallelamente, le regole sull'uso dei telefoni cellulari nelle scuole saranno inasprite, fino ai licei. La Francia aveva già deciso nel 2023 una "maggiore età digitale" a 15 anni, la cui attuazione tuttavia è fallita a causa di problemi di compatibilità con l'UE e di praticità nella verifica dell'età.

Fonte: ad-hoc-news.de
Bozza di legge francese sul divieto di social media per i minori.
La Legge n. 2023-566 prevedeva nel 2023 che i minori di 15 anni potessero accedere solo con il consenso dei genitori e dopo la verifica dell'età e del consenso tramite una soluzione tecnica certificata. L'ARCOM avrebbe dovuto ricevere strumenti, fino alle sanzioni. Il Ministero dell'Economia ha descritto che questa normativa riguarderebbe anche account esistenti e richiederebbe periodi di transizione. Il piano attuale mira a una linea più chiara: per i minori di 15 anni fondamentalmente nessun accesso.
Verifica dell'età
L'ARCOM ha già esperienza con i controlli dell'età nel settore dei siti pornografici. È stato pubblicato un quadro tecnico per la verifica dell'età che utilizza il principio del "doppio anonimato". Ciò significa che il sito web non può identificare l'utente e il verificatore non sa quale sito viene visitato. La CNIL (autorità francese per la protezione dei dati) si è espressa in merito.
Nel dibattito sulla verifica dell'età per i social media, viene spesso discussa la verifica dell'età "Face ID", che comprende scansioni facciali o stime biometriche dell'età. Tuttavia, la CNIL da anni mette in guardia contro sistemi intrusivi e facilmente aggirabili. Raccomanda modelli che minimizzino i dati e coinvolgano una terza parte fidata. Il Comitato europeo per la protezione dei dati (EDPB) richiede l'Age Assurance secondo principi come la minimizzazione dei dati, la limitazione della finalità, la sicurezza e il "privacy by design". Un sistema che può confermare "maggiorenne/minorenne" senza copiare l'intero documento d'identità sarebbe più facile da difendere a livello normativo.
Una possibile scena quotidiana potrebbe essere questa: un quattordicenne installa Instagram. Al primo accesso appare "Conferma età" con opzioni come caricare una foto del documento d'identità, una breve scansione del viso o una conferma tramite terze parti. La scelta del metodo determina la fiducia o la creazione di un mercato di aggiramento.
Contesto UE
La Francia sta cercando di formulare il suo piano in modo compatibile con il DSA. Il DSA obbliga le piattaforme a prendere misure "appropriate e proporzionate" per la privacy, la sicurezza e la protezione dei minori quando sono accessibili. La Commissione UE ha pubblicato linee guida in merito.
L'UE ha inoltre pubblicato un Age-Verification-Blueprint che è "privacy-preserving" e dovrebbe essere compatibile con i futuri wallet di identità digitale. Cinque paesi, tra cui la Francia, dovrebbero testarlo in progetti pilota. La normativa sull'identità digitale dell'UE obbliga gli Stati membri a fornire wallet entro la fine del 2026.

Fonte: european-circle.de
La dimensione politica del dibattito sui divieti dei social media in Europa.
Il Parlamento europeo spinge per un'età minima di 16 anni a livello UE, che va intesa come un chiaro segnale. Reuters la inquadra come parte di una richiesta più ampia che include anche piattaforme video e chatbot IA.
Sfide
L'attuazione della bozza di legge francese presenta diverse sfide. In primo luogo, è necessario trovare una maggioranza in parlamento. Anche i sostenitori devono spiegare come la regola potrà essere applicata senza gravare eccessivamente su scuole, genitori o giovani.
In secondo luogo, la verifica dell'età diventerà una questione di infrastruttura. Se le piattaforme dovranno verificare "duramente", si creerà un mercato per le prove di identità e di età, che comporterà rischi di abuso. La CNIL sottolinea pertanto sistemi che separano i flussi di dati e non trasmettono direttamente i dati di identità alla piattaforma di destinazione.
In terzo luogo, la disuguaglianza potrebbe diventare un effetto collaterale. Chi non ha un documento d'identità, i cui genitori non supportano o chi non vuole effettuare scansioni per motivi di privacy, potrebbe essere escluso da spazi legittimi come comunità scolastiche o progetti giovanili.
Tre domande frequenti:
- Vale anche per i messenger? Attualmente, ciò non è chiaramente definito nel materiale di consultazione pubblica. Sarà decisivo come "rete sociale" verrà definita nel testo francese e nella pratica di attuazione.
- Vale subito? No, il punto di partenza è il 1° settembre 2026.
- Si può "semplicemente" aggirare? In pratica, ci saranno sempre aggiramenti. Pertanto, le autorità dell'UE sostengono standard robusti e a basso consumo di dati anziché soluzioni isolate.
Fonte: YouTube
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Conclusione
Il "divieto di social media sotto i 15 anni" della Francia è più di una singola legge; è un test per la futura verifica dell'età. Si pone la domanda su chi costruirà questa infrastruttura: gli stati nazionali, le piattaforme o l'UE. Il successo del piano non dipenderà dall'aula, ma dal fatto che un clic nella finestra di accesso offra protezione o crei nuove raccolte di dati e disuguaglianze.